E’ stato l’ultimo dei missionari di Roseto. Padre Gino Goduto, 84 anni, è morto ieri a Cursi, in provincia di Lecce, presso il Santuario della Madonna dell’Abbondanza, dove viveva dal 2006. Prima di allora padre Gino era stato economo generale del Pime (Pontificio istituto missioni estere) a Napoli. Incarico ricoperto dal 1994 al 1998. Agli inizi degli anni Sessanta del secolo scorso, il giovane missionario fu inviato in Bangladesh, dove vi rimase per 15 anni. Padre Gino Goduto era nato a Roseto Valfortore. Il fratello maggiore Nicola era stato parroco del piccolo centro montano per quasi 30 anni. I fratelli Goduto, insieme a padre Giovanni Albanese (che vive a Siena) erano stati gli ultimi sacerdoti che Roseto aveva consegnato alla storia del clero. Il piccolo comune, infatti, a partire dalla fine del 1800, ha dato i natali a decine di preti, alcuni dei quali, come padre Gino, finiti nelle missioni in terre lontane. Basti ricordare don Nicola Ruggiero per anni missionario ad Hong Kong. Negli anni scorsi i parroci di alcuni paesi del Subappennino  dauno erano di origine rosetana: don Luigi De Cesare, parroco di San Giovanni Apostolo a Lucera, al quale successivamente  fu conferito il titolo di Monsignore; don Peppino Falcone ad Alberona; don Domenico D’Avella a Casalnuovo Monerotaro; don Egidio Cascioli a Volturara Appula.  La storia ecclesiastica di Roseto è costellata di figure importanti non solo per la piccola comunità. Uno dei primi ad emigrare da Roseto Valfortore per gli Stati Uniti fu padre Luigi Sabetti. Ordinato sacerdote nel 1868 partì per l’America per diventare professore di teologia al Woodstock College nel Maryland. Don Nicolino De Renzis, ordinato sacerdote nel 1936, fondatore dell’Azione Cattolica, la cui sede era presso Villa Frassati, la Casa del Giovane. Rettore per una quindicina di anni presso il Seminario di Catanzaro, don Domenico Rosato. Altre figure importanti, don Annibale Facchiano per decenni al servizio degli italiani emigrati in Belgio. Don Fedele De Cesare per anni direttore della Corale Santa Cecilia della Cattedrale di Lucera. Da ricordare anche don Orlando D’Avella e don Michele Marcantonio, quest’ultimo autore di numerosi libri sulla storia di Roseto Valfortore.

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