di Antonio Monaco

San Filippo e la cuccagna. Grande festa il 26 maggio prossimo, giorno dedicato a San Filippo Neri, patrono di Roseto Valfortore. Una festa che risale al 1600 e che si rinnova ogni anno con un momento folklorico di grande interesse: la cuccagna, che consiste nel lancio, dal balcone della piccola chiesa dedicata al patrono, di fette di pane, pezzi di formaggio, di fave e lattughe. Nello stesso momento, da un catino in legno antico di quattrocento anni, posto nei pressi della chiesetta, c’è lo zampillio di latte e vino. La cuccagna è un rito propiziatorio che si fonde tra sacro e profano. Il culto di San Filippo Neri a Roseto fu introdotto nel 1625 da Santo De Santis parroco del paese che tre anni prima riuscì ad ottenere delle reliquie del santo durante un viaggio a Roma. Gran devoto di San Filippo, don Santo De Santis, donò la propria abitazione affinché diventasse chiesa-oratorio. Per questa ragione la cappella dedicata al patrono di Roseto è munita di una scala di accesso e di un balcone. Ogni anno, dunque, il 26 maggio si celebra la festa dedicata a San Filippo. Alla fine della processione per le vie principali del paese del simulacro in argento del santo, in piazza Bartolomeo II Di Capua, nella tarda mattinata, prende il via la cuccagna. Decine di pani, da tre chili l’uno, prodotti grazie all’obolo della gente che dona farina e sale, vengono affettati e riposti in grandi ceste di vimini. Prima del lancio, il pane, il formaggio e gli ortaggi vengono benedetti dal parroco. Di qui l’usanza di recitare il Padrenostro prima di mangiare quanto viene raccolto durante questo rituale propiziatorio. Quando ha inizio la cuccagna, la gente si assiepa sotto il balcone della chiesa dedicata al patrono. Si vedono centinaia di persone, donne, uomini e bambini, con le braccia protese verso l’alto, pronte ad agguantare il ben di Dio che arriva dal balcone. Il rito della cuccagna fu introdotto dal marchese Filippo Saggese, devoto di San Filippo, che 1700 commissionò la statua in argento e che da allora viene esibita al pubblico soltanto durante la processione del 26 maggio. Mentre per il resto dell’anno è custodita in un luogo segreto.
