di Antonio Monaco
Il Comune di Roseto ha installato un cartello turistico per segnalare la Fontana Grande di corso Roma. Peccato che l’opera borbonica sia sporca, versi in uno stato di degrado, spesso trasformata in un vespasiano e per di più dai rubinetti non esce acqua. Le torme di turisti che giungono nel borgo più bello d’Italia e il più povero della Puglia (in termini di reddito pro capite) dovranno rinunciare a bere l’acqua salubre di Roseto. Non tutti sanno però che da quella fontana non sgorga da anni la fresca e ristoratrice acqua proveniente dalle tante sorgenti sparse in ogni dove sul territorio del piccolo comune del Subappennino dauno. Da quando i soloni che amministrano il Comune decisero di cedere il sistema idrico autonomo all’Acquedotto Pugliese, dai rubinetti della Fontana Grande, come da tutti quelli presenti nelle case di Roseto, esce l’imbevibile e limacciosa acqua fornita dall’Aqp, che, come è noto, proviene dalla diga di Occhito. Un invaso alimentato principalmente dal fiume Fortore, nelle cui acque finiscono anche gli scarichi, seppur depurati, dei paesi della valle, compreso Roseto Valfortore.


