LIPU: Più verità e meno ipocrisia su 20 anni di vergogna eolica.

Dopo le recenti lagnanze della sindaca di Roseto Valfortore, Lucilla Parisi, per il “blocco” del locale ripotenziamento eolico, è bastato qualche giorno di ricerca di archivio (20anni fa la LIPU contestò questi progetti) per discriminare la verità dalla ipocrisia. Il fatto: sul finire degli anni 2000 fu realizzata dalla Fortore Energia una centrale di oltre 30 aereogeneratori eolici poi passati di mano in gran parte a BKW ed ERG, in aggiunta ad altri 30 già presenti della IVPC; oggi vogliono rinnovare gli impianti ma la Sindaca lamenta la difficoltà per le mutate norme regionali che impedirebbero la procedura e attacca la Regione brutta e cattiva. La sindaca richiama l’impossibilità di nuove royalties dall’eolico che tanto bene hanno fatto per Roseto (“stanno mettendo a rischio un investimento che crea occupazione per il territorio e porta soldi utili al comune”), lanciandosi in paragoni con altre zone delicate (dolomiti lucane) dove invece si procederebbe senza problemi. In fondo si tratterebbe “solo” di sostituire vecchie macchine eoliche già autorizzate al tempo, anzi di ridurne il numero. Che male c’è? Allora spieghiamo la banalità del male.“L’eolico a Roseto è tra i peggiori impianti in Italia (non che tanti altri nel foggiano siano tanto da meno), realizzato in spregio alle più elementari regole territoriali – ricorda Enzo Cripezzi della LIPU – . All’epoca nel vecchio PUTT (piano urbanistico regionale) la parola eolico non era nemmeno citata!  Inoltre la Fortore Energia approfittò (in questo ed altri comuni) di un transitorio, eludendo nuove norme nazionali di cui alla Autorizzazione Unica, in cui sarebbero stati concertati tutti i pareri, tra cui quello ambientale”. Già… il parere ambientale… rilasciato nel 2005 dalla Regione SENZA la V.I.A., malgrado fossero stati presentati in soli 6 mesi due progetti della stessa società (loc. S. Chirico, Monticelli e Spina), eludendo l’effetto cumulativo (tra loro e con gli impianti nei comuni limitrofi, anche in Campania), coinvolgendo aree IBA, SIC e di pregio paesaggistico. Anche la obbligatoria Valutazione di Incidenza per gli effetti su habitat e specie di Rete Natura2000 riportata nel parere ambientale fu un “capolavoro”: La collocazione all’interno di un’area pSIC … non deve far dimenticare l’inopportunità di utilizzare queste zone per opere di alto impatto, anche se mascherato, come le centrali eoliche…. Gli impatti su vegetazione e flora vengono stringatamente trattati nella relazione… Analoghe dichiarazioni per quanto riguarda la fauna, abbastanza generiche per gli uccelli … Non c’è alcun accenno alle norme sulle dismissioni… gli aspetti ambientali sono al limite della sufficienza per un territorio qualunque ma decisamente carenti per un’area pSIC. In particolare del tutto insufficienti sono i dati relativi ai migratori ed ai chirotteri che potrebbero essere danneggiati dalla presenza degli aereogeneratori.  Poi, con una capriola, esito positivo!  Poi venne rilasciato il parere paesaggistico ai sensi del PUTT ma solo per uno dei due lotti di impianto. Ancora peggio l’impianto IVPC realizzato nel 2000 con torri a traliccio su concessione edilizia. Intanto la Sindaca Parisi con l’eolico costruiva il suo feudo politico arrivando oggi al suo quarto mandato dal 2000. “Un feudo pro eolico – continua Cripezzi – al punto da diventare, allora come oggi, acerrima “antiparco” in prima fila con altri sindaci “interessati” per fare ostruzionismo al procedimento regionale per la istituzione del Parco dei Monti Dauni, ucciso sul nascere per favorire “parchi” finti, eolici, a svantaggio delle comunità”. Tutto per un piatto di lenticchie. Senza questo impianto, la roboante occupazione vantata dalla sindaca non avrebbe variazioni percettibili, visto che già oggi i manutentori di Roseto non sono legati unicamente all’eolico locale ma si recano nelle più disparate località, dalla Sicilia alla Liguria. Ma poi, quali sono i grandiosi apporti delle royalties delle rinnovabili allo sviluppo locale? Tra le province più povere per redditi dichiarati c’è sempre Foggia, prima per horror da eolico (e da fotovoltaico, e da elettrodotti, e da BESS, e da biomasse…). Anche l’ultimo report sui redditi medi dichiarati (dati resi dal Min. Economia e Finanze) conferma la provincia Dauna in fondo alla classifica: 101esima (su 110 province).  Che a livello pugliese si traduce nell’ultimo posto di Roseto su 257 comuni.  Una posizione storica, dalla stampa del 2022 l’ennesima classifica regionale imbarazzante: “Roseto chiude la lista … Per trovare il comune più povero bisogna salire sui Monti Dauni, qui la piccola Roseto Valfortore dove hanno un reddito medio di appena 9.023 euro”. Non dissimile però dagli altri piccoli comuni dauni. Ma anche per qualità della vita, dai primi anni 2000 la provincia di Foggia è confinata negli ultimi, 10 posti nella classifica delle 107 province italiane. Dal 2010 ben 7 volte negli ultimi 3 posti, compreso il fanalino di coda !

Questa è la prospettiva “radiosa” predicata per anni con le autorizzazioni alle rinnovabili rilasciate massivamente in Capitanata, fino alla cifra monstre nazionale di oltre 4000 MW. Ma con flussi di centinaia di MLN di euro per le società che manco un paradiso fiscale. Autorizzazioni soprattutto dalla Provincia di Foggia con i presidenti Gatta e poi Nobiletti, e invocate dai sindaci , appunto.  L’ennesima dimostrazione che “sviluppo” del territorio non fa necessariamente rima con rinnovabili che paradossalmente quel territorio lo confiscano agli usi plurimi. Ora si vuole approfittare di un vantaggio di posizione di impianti realizzati improvvidamente in zone di pregio oggi tutelate dal Piano Paesaggistico (PPTR in vigore dal 2015), con la scusa di ridurre (bontà loro) il numero delle macchine, omettendo però le dimensioni di quelle odierne: grandezze titaniche, che le enormi torri da smantellare oggi fanno quasi tenerezza. E anche la notizia lucana è priva di fondamento: una società svizzera (come la BKW a Roseto!) ha previsto analogo repowering eolico a Campomaggiore (PZ), a ridosso delle Dolomiti lucane, ma la procedura è su un terreno al quanto sconnesso a dispetto delle affermazioni della sindaca Parisi. “Il territorio di Roseto (e dei monti Dauni) – concludono alla LIPU – è stato degradato per decenni, merita altro. E’ ora di smantellare quegli impianti industriali”.

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