di Antonio Monaco

Gli anni ’70 in Italia furono un decennio di profondi mutamenti, dove la tensione politica caratterizzata dalla lotta armata, conviveva con un inarrestabile fermento creativo e artistico. In questo clima di cambiamento e protesta, un’onda sonora stava per travolgere il panorama culturale, ridefinendo il modo in cui gli italiani vivevano musica e informazione. Per quasi cinquant’anni, la radio era stata monopolizzata da un’unica voce, quella della Rai, che deteneva l’esclusiva sulle trasmissioni e rendeva conseguentemente illegale qualsiasi tentativo d’espressione autonoma. Nel 1976, tuttavia, il panorama radiofonico subì una virata radicale: la Corte Istituzionale, con la sentenza n. 202, aprì in modo irreversibile la liberalizzazione dell’etere, dando inizio al febbricitante fenomeno delle radio libere. Radio Centro Roseto nasce nella primavera del 1976. Fu Stefano Fragasso, insieme a Pasquale Frisi, nel loro laboratorio per la riparazione di elettrodomestici, ubicato in via Col. D’Avanzo, a costruire un trasmettitore a valvole della potenza di 20 watts che irradiò nell’etere il debole segnale di quella che di lì a qualche mese, sarebbe diventata la Rcr. I pionieri della radio libera di Roseto all’epoca frequentavano l’Azione Cattolica, la cui sede era presso Villa Frassati, la Casa del Giovane, diretta da don Nicolino De Renzis. L’idea di far nascere una radio nel piccolo paese fu accolta con entusiasmo dal lungimirante don Nicolino. Gli studi della radio furono allestiti al piano superiore della Casa del Giovane. Domenica 6 giugno del 1976 presero il via le trasmissioni sui 95.900 Mhz. Nel 1979, dopo aver installato un ponte sul campanile della Chiesa Madre di Montefalcone in Valfofrtore (Bn), la Rcr iniziò a trasmettere anche sui 99,600 Mhz.

Nel 2000 è stata costituita l’Associazione Radio Centro Roseto che nel 2005 acquisì una concessione ministeriale. Da quell’anno la Rcr trasmette sugli 88.00 Mhz. Quell’avventura continua ancora oggi. Il prossimo 9 luglio, a Roma, presso il palazzo della Confcommercio, è in programma un Forum, organizzato da Areanti-Corallo, per celebrare il 50.mo anniversario dell’emittenza locale radio televisiva. All’incontro è prevista, tra gli altri, la presenza del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso e di Marco Rossignoli, coordinatore Aeranti-Corallo e presidente Aeranti. In quell’occasione ci sarà la consegna dei riconoscimenti ai rappresentanti delle emittenti locali con 50 anni di attività, fra i quali anche quelli della Rcr.. “La radio è stata una costante della mia vita. Nel 1976 riuscì a costruire un trasmettitore per l’Fm, il cui schema era stato pubblicato su di una rivista di elettronica. Ci vollero giorni, settimane per mettere a punto quell’apparato. Alla fine riuscii nell’impresa e la radio a Roseto diventò una realtà, grazie a don Nicolino De Renzis, e ai tanti ragazzi e ragazze di allora, in particolare Giuseppe Ronca, il nostro Pino Flash, diventato poliziotto e morto tragicamente nel 2001”, spiega Stefano Fragasso, 77 anni.

“L’esperienza vissuta della Rcr, a partire dal 1976, era animata da un entusiasmo contagioso. Quello che a molti sembrava un progetto impossibile, per noi rappresentava una sfida. Pur disponendo di mezzi tecnici limitati e di poche risorse economiche, ci sostenevano la volontà e la determinazione tipica di quegli anni ricchi di ideali. Volevamo lasciare un segno nella storia di Roseto, offrendo il nostro contributo con passione e spirito di servizio”, commenta Pasquale Frisi, 71 anni. “Negli anni ’70 in Italia ci fu la grande novità delle radio libere e per me, da sempre ascoltatore di musica, arrivò l’opportunità di far parte della squadra di Radio Centro Roseto, ubicata nei locali della Casa del Giovane. Quegli anni sono stati i più affascinanti della mia vita”, ricorda Nicola Apicella, 68 anni. “Non è facile riassumere in poche battute la mia bella stagione ai microfoni della Rcr. Per me è stata un’esperienza entusiasmante vissuta preparando il mio programma con una scaletta di canzoni, ma anche di rubriche di vario tipo. In onda alle 13 si intitolava “Amichevolmente”, dice Filomena Cascioli, 71 anni. “Un’emozione fortissima quando mi sedevo e aprivo il microfono per annunciare un messaggio ai radioascoltatori. A distanza di anni quando ascolto la Rcr i ricordi tornano sempre a quelle sere trascorse insieme”, rammenta Michele Bozzelli, 67 anni. “Io e Nicola Di Munno conducevamo un programma che si chiamava Top of the Pops. Era tutto in lingua inglese, perché entrambi eravamo ritornati con le nostre famiglie dall’Inghilterra. Fu una novità assoluta”, rievoca David Jackson, 69 anni. “Fu un’esperienza indimenticabile aperta a tutti. Molti giovani di Roseto si destreggiarono ai microfoni. Non fu solo musica, ma informazione e piacevole luogo di incontro. La Casa del Giovane e la Rcr sono l’espressione più elevata della creatività, vitalità e armonia della gioventù rosetana degli anni ’70. Un onore per me poter dire “io c’ero”, è il ricordo di Lucia Converso, 66 anni. Maria Grazia D’Avella, oggi vive a Toronto e nel 1976 aveva 19 anni: “Erano gli anni della giovinezza. E’ stata una bellissima esperienza, trasmettere una nuova canzone oppure una nuova notizia. La gente aspettava l’avvio del programma”.
