di Antonio Monaco

Per chi ama le passerelle quale migliore occasione esibirsi lungo i Fori Imperiali durante la parata per la Festa del 2 Giugno? Che al sindaco di Roseto Valfortore, Lucilla Parisi, piacesse sfilare in pubblico era noto a tutti. L’ultima sfilata, in ordine di tempo, risale a qualche giorno fa, quando il sindaco di Roseto ha partecipato, insieme ad altri 252 primi cittadini (erano ammessi 300 secondo le disposizioni del ministero della Difesa), i cui comuni sono iscritti all’Anci, al rito anacronistico della parata che si svolge ogni anno lungo i Fori Imperiali di Roma. Un evento molto discusso soprattutto di fronte alle guerre che si combattono nel mondo. Tuttavia, non è questa la questione che ci riguarda più direttamente, seppur esibire i muscoli d’acciaio, dell’armamentario nazionale per un Paese, la cui Costituzione, all’articolo 11, ripudia la guerra, è un forte paradosso. Il teatrino del quale è stato protagonista il sindaco di Roseto, solleva molto imbarazzo. Lucilla Parisi, infatti, ricopre la carica di sindaco da ormai 20 anni, senza dimenticare i 3 anni duranti i quali è stato vicesindaco e gli 11 anni trascorsi sui banchi dell’opposizione nella massima assise cittadina. A tutt’oggi, insomma, Lucilla Parsi è da 34 anni che ricopre una carica istituzionale. Durante i suoi mandati da sindaco, però, non si è mai ricordata di celebrare la Festa della Repubblica nel paese che amministra. Mai un cenno, una manifestazione, una commemorazione. Eppure anche Roseto Valfortore ha pagato il suo prezzo, in termini di vite umane, per la guerra voluta dal regime fascista. Tra i morti sui fronti di guerra e quelli nei campi di deportazione nazisti, il sindaco avrebbe avuto diversi spunti di riflessione sulla data del 2 giungo 1946. In questo lungo arco di tempo, però, Lucilla Parisi, ha mostrato disinteresse e scarso senso dello Stato e delle istituzioni, delle quali, in ambito locale, è la massima rappresentante. Quel Tricolore che la Parisi sfoggia nelle piccole e grandi occasioni, non è solo un accessorio, ma un oggetto sacro che va rispettato e onorato. Come va onorata e osservata la Costituzione, soprattutto per l’art. 54. Infatti, chi giura fedeltà alla Repubblica e alla Costituzione, come ha fatto la stessa Parisi, deve, per ragioni storiche e morali, inchinarsi al 25 Aprile che, come, a buon ragione, è il padre legittimo della Costituzione. A Roseto Valfortore, la giurassica sindachessa, pur dichiarandosi donna di sinistra, con trascorsi nel Psi, non si è mai impegnata per far conoscere ai suoi concittadini, soprattutto ai più giovani, l’importanza della Festa della Liberazione e quella della Repubblica. Il 2 giungo scorso, il sindaco di Castelluccio Valmaggiore, paese che dista pochi chilometri da Roseto Valfortore, Pasquale Marchese, ha celebrato gli 80 anni della nascita della democrazia in Italia. Lo ha fatto nella Sala Consiliare del Municipio, regalando una copia della Costituzione Italiana ai diciottenni. “È nostro dovere – ha affermato Pasquale Marchese – trasmettere l’eredità dei padri e delle madri costituenti alle nuove generazioni, affinché possano custodirla e rinnovarla con responsabilità e spirito critico. La Costituzione resta il riferimento più alto della nostra vita democratica e il principale strumento attraverso il quale ciascuno può contribuire alla crescita del Paese e della propria comunità”. Il sindaco di Roseto, invece, all’improvviso scopre la Festa della Repubblica, ma si spende solo per se stessa, per il suo esibizionismo e decide di partecipare alla sfilata lungo i Fori Imperiali.
