di Padre Donato Mario Del Grosso

Caro Padre Gino, ultimo grande Missionario di Roseto. Hai portato a termine la tua missione e sei tornato alla casa del Padre. La tua famiglia bella, accogliente per tradizione antica, verso chi giungeva al paese e aveva bisogno di rifocillarsi. Di riposare, di governare muli e cavalli. Hai tracciato un cammino diverso dagli altri preti. Non sei entrato bambino in seminario, ma hai fatto il liceo presso il Convitto Luigi Sodo a Cerreto Sannita, come tuo fratello Nardìno e altri giovani di Roseto. Un paese dove i preti, dopo avere proclamato il vangelo in latino, leggevano la traduzione italiana, scritta su un quaderno. Altra tradizione vede il valore della donna. Erano esse a insegnare il catechismo ai bambini, nonostante il numero di sacerdoti dotti e santi. In famiglia avevi Don Nicolino, l’ultimo grande Parroco di Roseto. Mi sono domandato come mai non sia stato consacrato vescono. Ne aveva tutte le qualità e sarebbe stato uno dei pochi vescovi con un bel timbro di voce melodico. Hai fatto la tua scelta, come risposta consapevole alla voce del Signore. Sei entrato tra i missionari del PIME. Durante le vacanze dimostri l’ascendente che hai sui giovani, che si raccolgono intorno a te. Non sei bigotto, stai a tuo agio con tutti. Sai ascoltare e sai parlarre. Ascolti i consigli e le confidenze di tutti, senza pregiudizi. Sostieni tutti con la preghiera e col Vangelo vissuto. I superiori ti inviano nel Bangladesh, una nazione estremamente difficile e quasi totalmente islamica. Richiamato in Italia, dirigi la prestigiosa rivista Mondo e Missione. Missionario per sempre, hai concluso la tua missione terrena e ora inizi la missione eterna con la preghiera e col ricordo del bene compiuto.
Grazie Padre Gino.
Non dimenticare la tua famiglia, il tuo Istituto e tutte le persone che ti hanno voluto bene.
