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PIOGGIA BENEFICA

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Nov 3, 2026

di Antonio Monaco

Il fiume Fortore era in sofferenza da mesi. Da sette mesi, per l’esattezza. Dalla notte tra il 1 e 2 aprile scorsi, quando, come ben ricordiamo, lungo tutta la fascia adriatica  si abbattè un forte nubifragio che provocò ingenti danni, soprattutto alla rete viaria. Come era prevedibile il territorio di Roseto Valfortore presentò il conto più alto, a causa dello stato di abbandono delle strade provinciali e comunali. A quei due giorni di pioggia della scorsa primavera sono seguiti lunghi mesi di assenza di precipitazioni e, soprattutto, di temperature torride che hanno scandito lo scorrere dei mesi della scorsa estate. Anche l’autunno, almeno fino a due giorni fa, è scorso all’insegna della siccità: poche piogge e di scarsa intensità. Parte del mese di settembre e l’intero mese di ottobre hanno riservato poche precipitazioni, del tutto anomale rispetto al periodo metereologico. Infatti, sia il fiume Fortore che tutti i ruscelli e rigagnoli intorno a Roseto Valfortore erano del tutto secchi fino a due giorni fa.

In queste ore l’Italia è alle prese con fredde correnti nord-orientali, le quali hanno portato anche tanto maltempo e soprattutto l’attesissima neve in montagna lungo l’Appennino. La coltre bianca ha fatto capolino in Abruzzo, nell’alto Molise e in Basilicata. Altre piogge sono attese in settimana, dopodiché potrebbe improvvisamente palesarsi per l’ennesima volta l’anticiclone africano con caldo anomalo. La notizia arriva dagli ultimissimi aggiornamenti dei principali centri di calcolo che indicano un’improvvisa parentesi più calda del solito che potrebbe corrispondere alla tipica estate di San Martino, ovvero una fase più calda e stabile che solitamente si verifica nel Mediterraneo durante il mese di novembre. Passata questa perturbazione, arrivati all’inizio della prossima settimana, che coinciderà con la giornata di lunedì 9 novembre, potrebbe rivedersi l’alta pressione sull’Italia e in maniera particolare al centro-sud e sulle isole maggiori. Questa improvvisa rimonta dell’alta pressione subtropicale potrebbe rivelarsi anche piuttosto mite per il periodo, poiché dal Nord Africa risalirebbe una lingua tiepida provvista di temperature a 1500 metri di altitudine vicine ai 16 gradi. Si tratterebbe di temperature di tutto rispetto per il periodo, molto lontane da quelle tipiche di novembre e molto più vicine a quelle tipiche di inizio settembre. Insomma, si potrebbe profilare un altro lungo periodo di siccità che caratterizzerebbe anche il prossimo inverno. Così come accade da alcuni anni a questa parte: inverni miti e senza precipitazioni nevose. 

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